TPC: densità, temperatura di stampa e quando sceglierlo
TPC (copoliestere elastomero termoplastico) è il più rigido tra i materiali flessibili di largo consumo: è sensibilmente meno elastico di TPU e TPE, ma mantiene meglio la geometria prevista sotto carico e sopporta temperature di esercizio più alte senza deformarsi. Lo si sceglie non per una morbidezza gommosa, ma per un componente "semiflessibile" con una risposta prevedibile alla flessione.
Proprietà principali
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Densità | ≈1,22 g/cm³ |
| Temperatura ugello | 220–245°C |
| Temperatura piano | 40–60°C |
| Raffreddamento pezzo | medio |
| Ritiro | moderato |
| Camera necessaria | no |
Il TPC si stampa più lentamente delle plastiche rigide, ma con molta più sicurezza del TPE — grazie alla maggiore rigidità del filamento si attorciglia meno spesso nel meccanismo di alimentazione; tuttavia una velocità di 30–45 mm/s e un flusso stabile restano fondamentali per un risultato pulito.
Quando usarlo
- Componenti funzionali semiflessibili che devono fare da molla e tornare in forma, non cedere: cerniere, scatti, inserti ammortizzanti.
- Componenti che lavorano a temperatura elevata, dove TPU e TPE perdono la forma.
- Prototipi industriali dove serve una rigidità prevedibile "a metà strada" tra plastica rigida e gomma morbida.
Quando scegliere un altro materiale
- Serve la massima morbidezza ed estensibilità — il TPC è troppo rigido per questo, prendete TPU o un TPE più morbido.
- Il componente è a contatto continuo con oli e carburanti — per resistenza chimica è più adatto il TPA.
- Budget limitato e requisiti di forma e temperatura non elevati — il TPE costa meno per la stessa nicchia flessibile.
Pro e contro
Pro: mantiene la geometria sotto carico meglio di TPU e TPE, resistenza termica superiore, si alimenta nell'estrusore con più sicurezza grazie alla maggiore rigidità del filamento.
Contro: meno elastico — non adatto dove serve morbidezza ed estensione marcate, più costoso del TPE, scelta di colori e marchi più limitata sul mercato rispetto al TPU.
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Come influisce sul costo di stampa
Il TPC si stampa più velocemente e in modo più stabile degli altri elastomeri, il che riduce leggermente la sua incidenza sul costo rispetto a TPE e TPA a parità di volume del pezzo. Il fattore principale di prezzo è il materiale stesso: costa più delle plastiche di base ed è venduto da meno produttori, quindi in fase di acquisto conviene prevedere un prezzo al chilo più alto e verificare la disponibilità del colore specifico del lotto.